Borghi rurali in Sicilia

Categoria: Percorsi tematici

Rural villages in Sicily
Existing since the fascist period, the rural village also symbolically represented part of the struggle against the large landed estates, called latifundium, which became a wide spread phenomenon in Sicily.
This reality becomes more and more important as the diffusion of rural villages shows, with the construction of about 68 structures, over only thirty years. This transformed the rural villages into a typical element of the Sicilian inland and local countryside, with different typologies realized during the years, forming the building of workers’ villages up to the coming of the rural village type.
Sicilian villages become a symbol of state policies, this factor becomes central to the choice of sites and in the proposal of some defining characteristic architectural elements, which make them architecturally distinctive. This emerges from the analysis, even if the design of rural villages is due to different local architects who work both through their distinctive vision and through rational inspiration. This capillary territorial diffusion finally makes us deal with some important questions, as to the selection and supply of materials, the relation between villages’ national elements and the own local typologies. It’s called architecture and country planning, in which there are discerned, from a one side, the attempt to realize structures able to relate and interact with the “pre-existent” architectural artifacts and, from the other side, studies and researches initiated in consequence of strong political motivation, aimed at gaining knowledge of rural world and its complex aspects, which shows themselves in different scales (urban, typological and architectural).

La questione dei “borghi rurali” della Sicilia occidentale, un patrimonio edilizio ed ambientale in gran parte dimenticato ed abbandonato, è molto attuale. Il “borgo rurale”, figlio del ventennio fascista, si colloca nell’ambito della lotta al fenomeno, particolarmente radicato in Sicilia, del latifondo e, successivamente, al declino di questa stessa politica di riforma agraria, che ha finito col trascinare allo stato di abbandono i manufatti. I borghi rurali, fenomeno “capillare e diffuso” sul territorio nazionale, assumono in Sicilia la un’entità ancor più consistente – basti pensare alla realizzazione, in appena trent’anni, di circa sessantotto borghi rurali – divenendo elementi caratteristici dell’entroterra e delle campagne locali.

Variegata la morfologia e le diverse tipologie realizzate negli anni, che il percorso proposto mostra attraverso i diversi manufatti. La schedatura consente, unitamente alla consultazione dei documenti (accessibili nella sezione dedicata all’Ente Sviluppo Agricolo) di individuare i caratteri morfologici e tipologici dei manufatti, nonché di approfondire la conoscenza delle tecniche costruttive adottate.
I borghi siciliani si configurano come simboli della presenza dello Stato nel territorio locale, fattore fortemente determinante sia nella scelta dei luoghi che nella riproposizione di alcuni elementi architettonici atti a dare quel necessario segno di riconoscibilità; ciò nonostante la loro realizzazione viene affidata a diversi, e preparati, professionisti locali che imprimono la loro impronta progettuale ai manufatti, per quanto questa sia riconducibile alla comune ispirazione razionalista.
Si distinguono principalmente i seguenti tipi:
- Borgo di tipo A
1) chiesa ed abitazione del parroco;
2) scuola con alloggio degli insegnanti;
3) asilo nido con alloggio;
4) delegazione comunale con alloggio del delegato comunale;
5) ufficio postale e telegrafico con alloggio dell’ufficiale postale;
6) caserma carabinieri con alloggio separato per il graduato;
7) casa sanitaria con alloggi per il medico, l’ostetrica e l’infermiere;
8) ufficio dell’ente con alloggio;
9) fabbricato alloggi per gli addetti ai servizi del borgo (impiegato comunale, assistente tecnico agrario, messo comunale, bidello, uomo di fatica, guardia);
10) botteghe artigiane con alloggi (calzolaio, sarto, fabbro, carradore, barbiere);
11) rivendita tabacchi e valori bollati con alloggio e trattoria;
12) ambulatorio veterinario e mattatoio;
13) stazione di monta equini e bovini;
14) mulino con alloggio del mugnaio, scuderia e lavanderia.
- Borgo di tipo B
1) chiesa ed abitazione del parroco;
2) scuola con alloggio degli insegnanti;
3) delegazione comunale con alloggio del delegato comunale;
4) ufficio postale e telegrafico con alloggio dell’ufficiale postale;
5) caserma carabinieri con alloggio separato per il graduato;
6) ambulatorio medico ed alloggio dell’ostetrica e dell’infermiere;
7) fabbricato alloggi per gli addetti ai servizi del borgo (assistente tecnico agrario, messo comunale, bidello, uomo di fatica);
8) fabbricato botteghe artigiani, rivendita e trattoria.
- Borgo di tipo C
1) chiesa con sacrestia;
2) scuola con alloggio per l’insegnante;
3) ambulatorio medico con alloggio dell’infermiere infermiere;
4) alloggio custode del borgo.
I borghi di tipo C dipendevano da quelli di tipo A o B per l’espletamento dei servizi mancanti. Negli anni Cinquanta furono realizzati anche borghi di tipo ridotto, con la sola presenza di un edificio per attività sociali: scuola e alloggi di servizio, e di tipo abitativo accorpando in una sola zona dotata delle opere di urbanizzazione, le case coloniche di uno stesso piano di ripartizione.

      
Articoli

I Borghi Rurali: dal Regime allo Sbarco Alleato, Maria Lina La China
I nuovi borghi della Sicilia rurale, di Carlo Emilio Gadda
Borghi rurali di Sicilia e pianificazione territoriale, di Maria Ajroldi

Collegamenti esterni

Vacuamoenia.net
I borghi rurali in Siclia (Blog Mario Macaluso)
Borghi rurali fascisti, il patrimonio ritrovato (Repubblica.it)
L’assalto al latifondo siciliano : indirizzi di tutela e conservazione dei borghi rurali come rete sul territorio (Tesi di laurea)

Bibliografia

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