Pietro Ajroldi — architetto

Categoria: Archivi privati

Pietro Ajroldi — Architect

Pietro Ajroldi (Palermo, 1910-1963), graduates in Architecture at the University of Palermo, in 1936. Early became a prolific designer with a specific approach based on the bond between tradition and modernity. A very extensive production in the different fields of architecture, that includes rural constructions, urban planning, municipal administration for National Fascist Party (so called “case littorie”) and interesting typologies of factories. His best-known work was the “Cotonificio Siciliano” (Sicilian cotton mill).
During his professional activities he collaborated with famous Architects, such as Ludovico Quaroni and Edoardo Caracciolo, a lot of his works won prizes or appeared on important journal of Architecture.

Pietro Ajroldi nasce a Palermo nel 1910 e consegue la laurea in Architettura presso il Politecnico di Palermo nel 1936. Esponente di un gruppo di architetti che incentrò la propria carriera sul rapporto tra tradizione e di modernità, è autore di progetti che segnarono significativamente il territorio siciliano e partecipa a numerosi concorsi di progettazione, tra i quali si ricordano il Concorso per il Piano Regolatore di Palermo (1939) ed il Concorso per il Palazzo della Regione Siciliana (1953).
Il tema della tradizione rappresenta un riferimento costante, che sin dai primi anni di attività, come si evince dai concorsi per le Case del Fascio, orientate alla riproposizione dell’architettura locale, caratterizza l’operato dell’autore. Questo aspetto trova le sue radici nell’interesse verso l’architettura minore siciliana, su cui organizza una mostra (1938) con Edoardo Caracciolo e Vittorio Lanza. Negli stessi anni collabora con l’Università di Palermo come assistente per la cattedra di Architettura Tecnica. All’esperienza sulle Case Littorie si affianca l’attività di progettazione dedicata ai borghi rurali: Borgo Callea e Sparacia.
Negli anni successivi opera a Roma, ove avvia una collaborazione con Ludovico Quaroni, con il quale vince il concorso per il piano regolatore di Galliate (1939) e partecipa al concorso per il piano regolatore di Palermo, aggiudicandosi il secondo premio (in collaborazione con L. Racheli, G. Sterbini, E. Lenti).
Nel dopoguerra collabora strettamente, sia a livello accademico che professionale, con Edoardo Caracciolo, i due, insieme ad altri architetti e ingegneri siciliani, tra cui Mimì La Cavera, fondano lo studio A.I.R. (Architetti Ingegneri Riuniti), che diverrà il principale riferimento per il movimento di Architettura Organica (A.P.A.O.) siciliana. Con l’A.I.R. promuove variegate attività, quali il secondo congresso di Architettura Organica in Sicilia (1949) e la partecipazione al II Congresso Nazionale di urbanistica e edilizia. Gli anni Cinquanta sono segnati da una ricca produzione architettonica, sia relativamente ad edilizia di tipo residenziale, sia per quel che concerne l’edilizia specialistica. E’ infatti in questi anni che partecipa (con Caracciolo) al concorso per il Palazzo della Regione e realizza, nel 1952, il suo progetto più noto, il Cotonificio Siciliano a Palermo, pubblicato lo stesso anno su Metron e sulla rassegna di Paolo Nestler (Neues Bauen in Italien, Monaco ’54).
Il cotonificio non costituisce l’unica occasione per confrontarsi con il tema degli edifici industriali, tema che si ripropone con ad esempio con le sedi SACOS (a Messina, Bagheria e Siracusa) e la Tessindustria a Partanna. Conclusa l’esperienza dell’A.I.R. nel 1956, l’attività professionale continua in forma autonoma, focalizzandosi su edilizia scolastica e residenziale.
L’archivio, che copre l’arco temporale di tutta la produzione di Pietro Ajroldi, è ricco di documenti di varia natura (tavole, lucidi, raccolte iconografiche).

Si ringraziano in particolare il Prof. Arch. Cesare Ajroldi per aver aderito all’iniziativa di condivisione e l’Architetto Dario Cottone, che per primo ha avviato gli studi sull’archivio Ajroldi, contestualmente alle sue attività di ricerca, per aver patrocinato la stipula di questa convenzione.

      
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